Incontro con le aziende sulla cybersecurity

Trentino Digitale ha ospitato nel pomeriggio di ieri la riunione della sezione Informatica e Tecnologie Digitali di Confindustria Trento. La scelta della sede, presso la società di sistema della Provincia autonoma di Trento, è dovuta proprio al tema dell’incontro, la cybersecurity. “Trentino Digitale - ha sottolineato il presidente della sezione, Alfredo Maglione - è un partner di riferimento per le attività a contrasto dei crimini informatici, con la quale ci confronteremo per mettere in atto le azioni migliori a favore delle aziende trentine. Il tema - ha continuato Maglione - è così importante, difficile e complesso che richiede una risposta basata su un network di aziende e conoscenze, perché nessuno è in grado di affrontare da solo un fenomeno criminale di dimensioni globali”.

Nel suo intervento introduttivo, Roberto Busato, direttore di Confindustria Trento, ha confermato il valore strategico delle aziende Ict all’interno dell’associazione: “Per questo motivo salutiamo con favore il ritorno di Trentino Digitale in Confindustria, che rafforzerà il nostro tessuto economico e il sistema trentino”.

Alle aziende Ict presenti si è rivolto il direttore generale di Trentino Digitale, Kussai Shahin, il quale ha ribadito il valore dell’accordo istituzionale tra la Provincia autonoma di Trento, la società e Confindustria Trento, a cui si affiancano quelli sottoscritti con Polizia Postale, Università degli Studi di Trento e Fbk: “L’intesa riprende la volontà della Provincia autonoma di Trento di mettere a regime, in maniera permanente, la collaborazione nel settore della cybersecurity, che richiede risposte articolate. E’ necessario lavorare sulla cultura, prima ancora che sugli aspetti tecnologici, perché basta il comportamento sbagliato di un individuo per mettere a rischio gli sforzi comuni”. Nel dettaglio, il dg Shahin ha ricordato che l’accordo prevede la messa a disposizione delle informazioni offerte dalla piattaforma, condivisa con la Polizia Postale, in cui vengono riportate le informazioni di pericoli e minacce (“indicatori di compromissione”, li ha definiti Shahin) registrate da parte di diversi organi.

“Il crimine o, meglio, la mafia digitale - ha continuato il dg di Trentino Digitale - non fa distinzione. Gli attacchi sono portati avanti non più da un singolo soggetto bensì da gruppi organizzati con tattiche, ruoli e specializzazioni diverse. Spesso i criminali individuano l’anello più debole del sistema per colpire i soggetti più strutturati. L’attacco effettuato contro un piccolo Comune trentino può mettere a repentaglio i sistemi di altre pubbliche amministrazioni, perché tutto è collegato, interconnesso. Quando saremo attaccati, e questo succederà, dovremo essere organizzati e pronti a rispondere, con un piano di emergenza e procedure adeguate. Per questo ritengo necessario fare rete, collaborare, scambiarsi informazioni, definire una policy e svolgere insieme delle simulazioni”. 

In conclusione del suo intervento, il direttore generale Shahin ha aperto alla collaborazione con le aziende trentine: “Trentino Digitale può vantare sull’indubbio vantaggio competitivo, dato dal controllo completo dell’infrastruttura digitale, ovvero dalla proprietà delle reti e dei data center. Ora siamo pronti a testare con voi nuove idee e tecnologie con l’obiettivo di garantire la crescita digitale del territorio e del sistema trentino”.

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