Gli italiani riconoscono il valore delle tecnologie per il risparmio energetico, ma l’adozione concreta resta limitata
La sfida tra efficienza energetica e digitale
La transizione digitale è anche – e soprattutto – una transizione culturale. È questo il messaggio emerso nel corso dell’evento “Efficienza Energetica Digitale & Energy”, promosso dalla Fondazione per la Sostenibilità Digitale, al quale ha preso anche parte il Direttore Generale di Trentino Digitale, Kussai Shahin, insieme a rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e dell’industria.
Al centro del confronto, i risultati dell’ultimo rapporto della Fondazione, basato su 4.000 interviste, che analizza la percezione dei cittadini rispetto al ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale nel migliorare l’efficienza energetica. Il quadro che emerge evidenzia un paradosso: nel nostro Paese esiste una fiducia diffusa, prevalentemente teorica, verso il potenziale del digitale per ridurre i consumi e proteggere l’ambiente. Tuttavia, questa fiducia fatica a tradursi in comportamenti concreti.
Il 57% degli intervistati riconosce, ad esempio, che tecnologie digitali e soluzioni di intelligenza artificiale possono contribuire a ottimizzare i consumi energetici, ma la convinzione “forte” rimane minoritaria. Anche strumenti come gli smart meter sono ritenuti utili da oltre la metà del campione, pur risultando ancora poco conosciuti, in particolare tra le fasce più adulte della popolazione. Analogamente, le soluzioni di smart home – dalle lampadine intelligenti ai sistemi di riscaldamento programmabili da remoto – restano poco diffuse: spesso note, ma non percepite come realmente necessarie o pienamente sicure.
Le differenze che emergono non sono soltanto anagrafiche. Il rapporto evidenzia una distinzione più profonda tra utenti abituati a interagire quotidianamente con strumenti digitali e utenti che mantengono un approccio prevalentemente analogico. Cambiano le aspettative, il livello di consapevolezza e la propensione all’adozione, con il rischio che la trasformazione digitale amplifichi divari già esistenti.
Nel suo intervento, Kussai Shahin ha sottolineato come lo sviluppo dei servizi digitali debba necessariamente confrontarsi con questa pluralità di approcci e sensibilità. La sfida, ha evidenziato, non è uniformare competenze e comportamenti, ma individuare le leve più efficaci per accompagnare ogni generazione, garantendo che l’innovazione sia realmente inclusiva e accessibile.
Per una società ICT in house come Trentino Digitale, che affianca la Provincia autonoma di Trento e gli enti locali nel percorso di trasformazione digitale, questo si traduce nella progettazione di servizi non solo tecnologicamente avanzati, ma anche semplici da utilizzare e comprensibili nei benefici; nell’integrazione della sicurezza e della protezione dei dati fin dalle prime fasi di sviluppo, secondo un approccio di security by design; nella promozione di strumenti di monitoraggio e modelli di incentivo capaci di rendere tangibile, per cittadini e imprese, il ritorno ambientale ed economico dell’adozione digitale.
L’efficienza energetica abilitata dal digitale non è dunque una questione esclusivamente tecnica. È un ecosistema che combina infrastrutture, dati, competenze, fiducia e governance pubblica. In questo scenario, il dialogo tra ricerca, istituzioni e operatori tecnologici rappresenta una condizione essenziale per trasformare la fiducia in adozione reale.
Il digitale può essere un acceleratore decisivo della sostenibilità, ma solo se accompagnato da cultura, trasparenza e inclusione. È su questo terreno che si gioca la sfida della transizione energetica.
04 marzo 2026